Il Tamarindo è un frutto (un legume in realtà) che nelle cucine occidentali è tanto sottovalutato quanto straordinario. La sua polpa può essere utilizzata in mille modi e il risultato è strepitoso.

Un frutto dal sapore agrodolce, difficile da paragonare a qualcosa; sta in mezzo alle prugne acerbe e i datteri maturi e profuma vagamente di carrube. Ha una crosta sottile, molto friabile e nasconde una polpa appiccicosa affrancata a un milione di semi durissimi che, ovviamente, vanno rimossi.

Per recuperare la polpa basta privare il frutto dal guscio e metterla in infusione in poca acqua bollente. Nel giro di un paio di minuti la polpa si scioglie e può essere setacciata. Quando si raffredda tende a rapprendersi nuovamente.

Ho provato a farne una glassa da spennellare sulla carne e il risultato mi ha molto entusiasmato per cui eccomi a condividerla. Anche questa preparazione è molto semplice: sciogli della polpa di tamarindo nel succo di lime scaldato al microonde, aggiungi del miele, un goccio di olio vegetale e un pizzichino di sale. Passa tutto al minipimer per emulsionare. Le dosi sono in parti uguali. Di olio invece ne basta pochissimo.

Usa poi la glassa per spennellare la carne ma solo a fine cottura. Con il pollo è il massimo.

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