Pollo: cinque buone ragioni per amarlo

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Pollo: cinque buone ragioni per amarlo

Spesso bistrattato nei commenti sui post di Facebook, considerato una “non-carne”, tanto da far nascere battute del tipo “cucini il pollo? Ma si era detto niente verdure!”,  il povero pollo gode di una pessima fama fra i griller. Vi ricordate anni fa il programma di Celentano in cui il molleggiato divideva le cose classificandole in “rock” o “lento”? Ecco, potremmo dire che ultimanente la bistecca è assolutamente rock e il povero pollo lento. Lentissimo. Cucini la bistecca? Ehi amico, sei un dritto. Cucini il pollo? Vabbè, nessuno è perfetto.

Eppure esiste tutto un popolo di silenti amanti del pollo, lo so perché ne faccio parte, che ogni volta vorrebbe alzarsi in piedi e gridare la propria arringa in difesa del povero amico pennuto.

Ebbene, eccomi qui: io lo amo. Alla follia. Anche il petto, considerato da tutti la parte più lenta del già lento pollo.

Lo amo non solo perché mi ha dato pure qualche soddisfazione in gara (terzo posto ad IBC 2016), ma anche perché mi piace moltissimo e- spesso- mi aiuta durante i pranzi e le cene in famiglia, quando voglio accendere il bbq ma mi trovo davanti persone che: poco cotto no, affumicato no, maiale troppo pesante, pesce non mi piace, solo verdure mi sembra poco. 

E quindi sono qui a darvi i miei cinque buoni motivi per cui dovreste cominciare a rivalutare il pollo:

1) È versatile

Del maiale non si butta niente, dicono.

Beh, si può dire lo stesso del pollo o quasi. Inoltre si presta a migliaia di varianti e declinazioni: bollito, fritto, arrosto, allo spiedo, alla griglia, pullato, trasformato in polpette, in umido, coi funghi, piccante, nel panino, coi tacos, nella piadina, freddo, caldo, tiepido, nel riso, nelle insalate. Ciò significa che il pollo permette di liberare la  fantasia in cucina, anche di cuochi e griller alle prime armi.

Un corsista rifinisce la cottura del pollo.

2) È divertente

Se avete partecipato a uno dei corsi BBq4All, saprete benissimo che nel momento stesso in cui si cucina il beer can chicken e si infila il pollo sopra una lattina di birra, esplode l’ilarità generale e le battute a doppio senso (o a senso unico) si sprecano. Accade la stessa cosa a casa propria, quando si cucina con e per gli amici. Provate per credere.

Questo è il trattamento ricevuto dal pennuto all’Ultimo Grill to Perfection 3 del 14 Giugno scorso in Toscana:

3) Piace ai bambini

E in generale a tutte quelle persone dai gusti più difficili: so che sembra incredibile, ma c’è tutto un mondo di gente là fuori che odia la carne al sangue, non sopporta i sapori forti, preferisce mangiare giò che conosce bene. Quando vi trovate ad avere a che fare con commensali di questo genere, vi assicuro che il pollo vi salva la vita. Davanti al rassicurante pollo, anche i più scettici e dubbiosi si lasciano andare, e a quel punto sta a voi riuscire a presentarlo in modo originale e fantasioso, così da cominciare a educare i vostri commensali a sapori più audaci.

4) È una sfida con se stessi

Sembra una sciocchezza, ma riuscire a cuocere il pollo perfetto non è una cosa che sanno fare tutti. Come direbbe Dante “qui si parrà la tua nobilitate”, ovvero “vedremo se sei bravo come dici”.  Già, perché riuscire a rendere il pollo succoso e con la pelle biscottata e croccante non è affatto semplice. Nel cammino dei coach Bbq4All, riuscire a cuocerlo alla perfezione è una delle prime e fondamentali tappe del percorso. Se non si riesce in quello, non si può andare avanti. La pelle croccante che faccia lo stesso rumore di una patatina quando la si morde, crick-crack, rimane un mito per molti griller che, quando riescono ad ottenerla, provano una sensazione di appagamento totale.

5) È una sfida con gli altri

Far piacere il pollo a coloro che lo snobbano è una bella soddisfazione. Ultimamente mi è capitato di sentirmi dire “ehi, di solito il pollo a me non piace, ma devo dire che oggi è stata la cosa che ho preferito!”  ed ho provato la stessa sensazione che di solito provo quando trovo un paio di scarpe firmatissime in saldo al 50%. Far cambiare idea alle persone che partono con un pregiudizio o che hanno avuto esperienze precedenti pessime è una bella sfida ed è indice di vera bravura

Quindi che non si dica mai più che un vero griller non cuoce il pollo. Il vero grille cuoce il pollo perfetto e ne va orgoglioso.

Ecco.

[Link: BBQ4All | Immagini: BBQ4All]

By | 2017-10-26T09:14:41+00:00 26 ottobre 2017|Rubriche, Scelti da noi, Senza categoria|

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